8 novembre 2010

LILIANA CROCIATI

Esistono molti miti e leggende urbane che circondano il Cimitero della Recoleta,il più famoso ed antico cimitero storico argentino,tanto che a volte è difficile trovare la verità.

Qui,riposano molti illustri personaggi famosi nei loro mausolei di marmo,granito bianco,nero o rosa,decorati con statue di bronzo,in una grande varietà di stili architettonici,creati nel tempo da artisti argentini,francesi o italiani,le opere incarnano l'art decò,l'art nouveau,classica o gotico italiano,che ne fanno un vero e proprio museo d'arte all'aperto.

Due mausolei di persone di modeste origini in particolare,divennero nel corso degli anni una delle attrazioni principali,inquietanti ed enigmatiche nello stesso tempo......


Il primo,è quello della giovanissima Liliana Crociati de Szaszak di 24 anni,appartenente
all'alta società argentina dei primi anni settanta,unica figlia di Josè Crociati uno dei più noti ed importanti coiffeurs del paese,ma anche pittore e poeta di origini italiane.

Molto si è scritto su questa triste storia,aggiungendovi mistero e tristezza.....

Durante una  vacanza (si dice forse in luna di miele) in una località sciistica sulle alpi austriache,suo marito era un'appassionato di questo sport,la mattina del 25 febbraio del 1970 mentre la coppia dormiva nella propria camera al secondo piano presso l'hotel Piz Buin nella località invernale di Zuers,a 64 km. da  Innsbruck,il loro albergo venne travolto da una valanga che irruppe violentemente dalle finestre della stanza,seppellendola nel suo letto.Suo marito Juan Szaszak fu salvato in meno di 15 minuti,ma lei venne appena recuperata dai soccorsi dopo un'ora,morì poche ore dopo il 27 dello stesso mese.

Quello stesso giorno,a migliaia di chilometri di distanza,morì anche Sabu,il suo fedele cane a cui era molto affezzionata,le versioni sono contrastanti,per alcuni morì investito da un'auto,per altri per cause naturali.


Sua madre disegnò la sua tomba,e chiese che fosse costruita come materiali che la figlia aveva amato,solo legno e vetro,in perfetto stile neogotico,niente pietre,niente fiori! non c'è spazio per i fiori nel suo mausoleo.Nella stessa tomba dal design insolito,in netto contrasto con le altre tombe nel cimitero,fu sepolto anche Sabu il suo cane.


Adiacente alla tomba,su richiesta della sua famiglia,lo scultore Wíeredovol Viladrich eresse una scultura in bronzo di Liliana con indosso il suo abito da sposa con cui fu sepolta e con la mano poggiata sulla testa del suo amato e adorato Sabu.


L'interno del mausoleo,è decorato come la sua camera da letto,attraverso la porta di vetro
appesi alle pareti sopra la scalinata che conduce nella cripta,si possono ammirare alcuni ritratti di Liliana in uno stile tipico degli anni in cui visse,che mostrano i suoi capelli,il suo vivace sguardo ed i suoi occhi blu,dipinti dai suoi amici che come lei frequentavano la Scuola Nazionale delle Belle Arti.



Sulla parte bassa del piedistallo,suo padre Joseph che non riuscì mai a superare la morte dell'unica sua figlia,scrisse in italiano un poema :


A mia figlia
solo mi chiedo il perché.
tu sei partita e distrutto hai lasciato il mio cuore
che te solamente voleva perché?
Perché? solo il destino sa il perchè e mi domando perchè?
Perché non si puo stare senza te,perché?
Tanto bella eri che la natura invidiosa ti distrusse,perché?
Perché,solo mi domando se Dio c’e,porta via con se ciò che suo non é ?
Perché ci distrugge e lascia all infinito il dolore!
Perché,credo al destino e non a te,perché?
Perché solo so che sempre sogno con te, perché c’e di ché? 

Per tutto l’amore che sente il mio cuore per té.
Perché?Perché?
Il tuo papá


Aggiungendo alla tristezza il mistero,non si sà perché per molto tempo un'uomo misterioso deponeva fiori davanti alla porta della sua tomba e così misteriosamente poi svanisse.....

Altra tomba importante e ugualmente misteriosa è quella di un'altra giovanissima nobildonna,Rufina Cambacérès,che sarebbe stata sepolta in stato di morte apparente nel 1902.Vedi post :http://esotericmania-merlin.blogspot.com/2009/08/la-catalessi-e-rufina-cambacérès.html

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