29 gennaio 2010

AMORE PER LA MORTE OVVERO NECROFILIA

Esiste una passione inconscia nell'uomo di distruggere la natura?

Il modo in cui si prende posizione in termini psicoanalitici su questioni ambientali dipende preminentemente dalla teoria psicoanalitica dalla quale ci si muove.Mi riferisco qui alla teoria psicoanalitica di Erich Fromm che concepisce l'uomo da sempre relazionato e socializzato.La questione del rapporto dell'uomo con l'ambiente,cioè con la natura, in senso più stretto, non può prescindere dalla questione dei modelli di riferimento consci ed inconsci dell'uomo contemporaneo.Fromm ha indagato sulle diverse strutture di aspirazioni passionali consce ed inconsce individuandole nei diversi orientamenti del carattere sociale.

Un modello di riferimento che ha assunto una certa predominanza nel mondo contemporaneo è stato circoscritto da Fromm con il termine del carattere sociale sfruttatore.Lo sfruttamento quale orientamento fondamentale dell'uomo nel rapporto con se stesso,il prossimo, la natura e l'ambiente. Questo orientamento gi'a da molto tempo determina il nostro pensiero, i nostri sentimenti le nostre azioni ed il nostro rapporto con l'ambiente.

Agli inizi degli anni sessanta,Fromm scoprì un ulteriore modello di riferimento per lo più inconscio, che sta ora contaminando un numero sempre più crescente di persone equiparando la questione ambiente,anche psicologicamente,a un fatto di sopravvivenza dell'uomo.Fromm,percepì sempre più distintamente un'orientamento nelle aspirazioni passionali,volto a rendere inanimato l'animato e a distruggere per il puro piacere di distruggere.

Questo modello di riferimento fu da Fromm chiamato „necrophilia“, letteralmente „l'amore per la morte“.Visto questo orientamento del carattere sociale,per lo più inconscio ma predominante,ho scelto come titolo per la mia relazione „Esiste una passione inconscia nell'uomo di distruggere la natura?

Natura della necrofilia
Fromm,arrivò a capire il fenomeno della necrofilia attraverso l'osservazione di persone in analisi.L'impulso decisivo gli venne però dalla teoria freudiana degli istinti di vita e di morte.Nel mille novecento venti,Freud modificò la sua teoria degli impulsi psichici postulando per l'intera vita psichica due tipi di istinto della stessa origine: l'istinto di vita e,in opposizione a questo,l'istinto di morte.Anche per Fromm esiste una tendenza di fondo alla vita e alla crescita strutturata. La chiama „biofilia“,cioè,amore per la vita e per tutto ciò che è vivente.Questa biofilia è quindi da intendersi quale normale impulso biologico.

La necrofilia per Fromm non è invece una tendenza di fondo pronta in ogni uomo a esplicarsi,essa è al contrario, un fenomeno psicopatologico,cioè una tendenza che insorge solo laddove la biofilia non ha modo di dispiegarsi.„La necrofilia emerge necessariamente come risultato di una crescita impedita“ -„essa è il risultato di una vita non-vissuta;la necrofilia cresce quando lo sviluppo della biofilia viene ostacolato.L'uomo è biologicamente dotato della capacità di essere biofilo,ma psicologicamente possiede il potenziale necrofilo come soluzione alternativa.“

Qualunque sia il modo in cui le persone vengano attratte dall'inanimato e dalla morte,l'orientamento necrofilo ha sempre la tendenza a frustrare la vita nella sua dinamica.Il necrofilo è diretto contro la vita stessa,contro le caratteristiche della vita ed in particolare contro le caratteristiche della vita e della crescita psichica.Prima di addentrarci nell'analisi del carattere necrofilo nella nostra società,dobbiamo chiarire la natura della vita ed in particolare della vita psichica,solo allora potremo capire che essere attratti dalla morte significa distruggere la vita nella sua essenza.

Caratteristiche della biofilia

1) Caratteristica della vita è il fatto che è qualcosa di intero.Anche se la vita umana si esplica sempre nelle singole dimensioni del corpo,dell'anima e dello spirito e pur ammettendo che il pensare,il sentire e l'agire siano manifestazioni umane nettamente circoscritte,la vita umana è sempre qualcosa di intero,dove l'una cosa non si può scindere dall'altra.Laddove si cerca di vivere solo una dimensione a scapito dell'altra,per esempio quando si privilegia la dimensione del corpo a scapito dei propri sentimenti oppure l'intelletto a detrimento del corpo e
dell'anima,la crescita psichica viene ostacolata e subentra una disfunzione nel sistema dell'uomo.

2) E' caratteristico della vita il fatto che essa è un processo dinamico. Con ciò si intende in primo luogo che la vita è un processo dialettico,in cui si nega il dato esistente per un nuovo passo nello sviluppo che porti alla crescita.Per la sfera psichica si parla quindi di un processo dialettico di un nascere e di un morire.Ogni atto di crescita è solo possibile se preceduto da un morire,senza questa dimensione di un morire in mezzo alla vita non c'è nessun processo di crescita.L'attributo „dinamico“ significa nel contempo che questo processo dialettico di un morire e un nascere viene spinto da forze psichiche.Se questo processo di un morire e un nascere viene frustrato,dal non volere,ad esempio rinunciare a rapporti con persone appartenenti alla sfera dei propri cari per evitare la morte e il lutto,allora le forze tendenti alla crescita si rovesciano e si indirizzano al decadimento e alla distruzione.

3) Appunto perchè la vita è processo dinamico,consegue che essa è un sistema aperto,con ciò si intende che la vita umana rimarrà sempre imprevedibile e incerta.Anche se è possibile osservare la vita umana nel suo decorso e costatarne le leggi,essa rimane sempre soggetta all'imprevedibile.L'uomo quindi non può mai venir trattato o psiconalizzato come una cosa e posto scientificamente sotto controllo.

4) E'specifico della vita umana che essa può venir adeguatamente „afferrata“ solo se vissuta e sperimentata. L'immediatezza dell'atto di vivere ne è parte integrante,solo colui che vive nel hic et nunc,capace di vivere nell'immediatezza, può veramente „afferare“ la vita.Chi cerca di sostituire questo vivere immediato con un vivere,dove solo si osservi,analizzi e oggettivizzi senza venirne personalmente coinvolti e senza sperimentare la propria vita,questi si priva dell'atto del vivere a scapito della vita e della vitalitá.Tipico di queste persone sono gli pseudo-pensieri in luogo di propri pensieri.Non è lui che sente,ma egli sente solo ciò che da lui ci si aspetta che senta,oppure lui pensa le sue emozioni e il suo agire è simile a un robot:sarà pur coscienzioso e fidato,ma egli non agisce dal profondo del suo sè.

5) E' specifica della vita umana la tendenza primaria ad affermarsi e a conservarsi.
Analogamente alla spinta della sopravvivenza,presente biologicamente,anche ai processi psichici è comune la tendenza primaria all'affermazione. A questo scopo,l'uomo condivide con l'animale la facoltà dell' aggressione difensiva o reattiva,per il fatto che la vita psichica si esplica in un processo dialettico di un morire e di un nascere,un separarsi e un legarsi,nel caso dell'uomo,a questa aggressione reattiva è attribuita una funzione specificamente umana.Se essa viene impedita e non usata al servizio della vita e della sua conservazione,allora insorge contro la stessa vita e diventa sadico-violenta,oppure necrofilodistruttiva,quindi distruttiva per il piacere della distruttività.Laddove gli uomini non possono vivere o non osano vivere le loro forze auto-affermatrici,cioè le aggressioni difensive,il senso di giustizia, la rabbia,la ribellione,i desideri narcisistici,si assiste al rovesciamento di queste forze originariamente al servizio della vita.

Esaminiamo ora,sullo sfondo di queste caratteristiche della vita,le diverse manifestazioni sociali dell'attrazione verso la morte,oppure - come Fromm le definisce le manifestazioni dell'orientamento necrofilo del carattere sociale.

Manifestazioni della necrofilia
La vita è qualcosa di animato.Il necrofilo cerca quindi l'inanimato e ciò che è morto o in procinto di morire,o ciò che per il suo tramite può morire.E'affascinato di poter assistere in diretta all'uccisione di una persona,alla perquisizione di un politico,un delinquente o un terrorista e di essere testimone di un'incidente in cui si fa scempio di uomini e di macchine.Ama la distruzione altrui e l'autodistruzione.Il necrofilo ha un atteggiamento particolare verso la violenza poichè per lui „il massimo raggiungimento dell'uomo non sta nel dare la vita,ma nel distruggerla“.Predilige bollettini di guerra,film gialli,storie di cronaca nera e notizie di catastrofi.L'uso della violenza per il necrofilo „non è un'azione transitoria, cui è costretto dalle circostanze: è un modo di vivere“ . Testimonianza della distruzione della vita nel nostro mondo contemporaneo,è ogni metro quadro sacrificato alla costruzione di strade nuove,dove un lembo di vita viene trasformato in qualcosa di morto.I pesci nei fiumi agonizzano,il bosco muore,gli acquedotti sono avvelenati,la diossina distrugge i germogli vitali.

Non sono però solo i cattivi capitalisti e la grande industria a fare il gioco della necrofilia.La massaia amante della pulizia rende pure omaggio alla necrofilia quando dà al suo WC la „freschezza“ di quei prodotti,in grado di distruggere il più resistente dei microbi.Essa si proclama felice e ha la coscienza pulita perchè i suoi panni sono di un bianco „candido“.La minaccia dell'attrazione verso ciò che è morto è evidenziato in modo particolare dalla bomba al neutrone,poichè uccide la vita e conserva l'inorganico.

La necrofilia,si esprime nell'attrazione verso tutto ciò che è vita agonizzante o è già morte.Particolare interesse é rivolto a tutte le forme di malattia,con i relativi resoconti,preferibilmente quelle maligne che portino lentamente alla morte.Grande attrattiva emana anche la morte di per sè e tutto quanto la rievochi(cimitero,lapidi,scheletri,reliquie,giorni di commemorazione dei morti,oggetti appartenuti a persone defunte,il problema della vita dopo la morte,relazioni su persone clinicamente dichiarate già morte).

L'attrazione verso il meccanico quale manifestazione del carattere sociale necrofilo contrasta con il fatto che la vita è crescita.Il necrofilo ama tutto ciò che non cresce,che è meccanico e anorganico,ciò che si può trasformare in oggetti.Altresì tende a trasformare esperienze qualitative in fattori quantitativi,cioè a sostituire la qualità con la quantità.Infatti,non appena si può cogliere la vita quantitativamente,la si trasforma in un fattore calcolabile che il computer può controllare.Tutto diventa così calcolabile,sicuro e scientifico.La politica non deve più essere umana,perchè ci si culla nell'illusione,indispensabile di fronte al distruttivo potenziale atomico,che una politica prevedibile sia umana.Nell'ambito educativo si parla solo di transfer di nozioni,poichè cosi si è informati e ci si può regolare.Il necrofilo ama ciò che è sicuro,si fonda su legge e ordine,rispetta la lettera morta e considera la polizza per la vita un affare al 100%.Tutto é calcolabile.

La vita umana sarebbe molto più facile da gestire se non fosse soggetta al più incalcolabile dei fattori:il sentimento.Il necrofilo evita quindi i sentimenti in quanto irrazionali,si affida alla sua mente oggettiva,si inchina di fronte a necessità oggettive,si attiene scrupolosamente alla sua scienza spogliata di valori (di emozioni), confina gli affetti all'ammalato di mente e al nevrotico,o all'occorrenza al parroco in occasione di matrimoni o funerali,confida nel suo cervello e nelle sue propaggini quali computers e banche dati e individua l'imprevedibile nel nemico in preda a emozioni o nel coniuge.

La vita è solo possibile se vissuta nell'immediatezza e nella sua interezza,per il necrofilo quest'immediatezza e il coinvolgimento sono uno spettro.Ama rifugiarsi nel passato,perchè qui trova ciò che è già stato e ora non esiste più.La dimensione del passato costituisce per lui qualcosa che si può conservare,collezionare e custodire,senza doversi esporre al rischio di vivere in modo creativo e costruttivo,nell'immediatezza e nell'insicurezza.Il timore panico del coinvolgimento e dell'immediatezza induce il necrofilo a cercare la sua salvezza nel passato o nel futuro anziché nella vita presente.Lui assicura la sua esistenza con ciò che é durevole,cui può afferrarsi e che può essere riprodotto,imitato e restaurato.

Quanto più è vecchio,meglio è,il riflusso è di moda.Chi non si rifugia nel regno del passato,si immerge in una fede nel futuro,le cui mete sono giá state predisposte nel passato.Lo studente comincerà a vivere solo quando avrá trovato un posto di lavoro.I figli saranno amabili solo una volta superati i problemi più grossi e chi lavora è convinto di poter cominciare a vivere solo con il raggiungimento dell'età pensionabile.Tipico del necrofilo che si rifugia nel futuro oppure nel passato per evitare di vivere nel presente é pure il fatto che la vita non debba mai offrire momenti di indugio.Il necrofilo ama l'effimero,la grande velocità,il vivere febbrilmente,il passatempo,tutto ciò che é nuovo e attuale perchè offre la garanzia che sarà presto superato da un'altra novità.

Infine si può affermare che la vita é qualcosa di intero,concepibile solo come un'insieme strutturato.E'tipico quindi del necrofilo evitare l'esperienza dell'interezza,egli tende invece a sezionarla e a atomizzarla.I nessi della vita sono visti solo in una visione prospettica,monocausale e asistematica.Sul mercato del lavoro è richiesto solo mano d'opera specializzata.Il processo lavorativo è diviso in unità talmente piccole che solo il computer sa ancora controllare.La responsabilità può venir accollata all'altro reparto,una mano non sa più cosa faccia l'altra,e ognuno se ne lava le mani perchè la pulizia è il massimo ideale del necrofilo.

Basta con gli esempi dell'orientamento necrofilo del carattere sociale.Comunque si manifesti,essa segue solo la logica di ricercare quanto è morto e di trasformare in non-vita ciò che non è ancora morto.Questo orientamento è di per sè distruttivo,cerca la distruttivitá per il piacere di distruggere,ciò che é morto per il piacere della morte.

Conclusione: la necrofilia e la questione ambientale
Chiedersi come l'uomo si relazioni con l'ambiente,costituisce solo un aspetto parziale della questione fondamentale volta a domandarsi quale sia l'orientamento dominante del nostro carattere sociale.E' infatti il carattere sociale che determina il nostro rapporto con la natura e l'ambiente.La minaccia che incombe sull'ambiente,riflette nello stesso tempo la misura in cui la nostra stessa psiche è minacciata.La lotta per la sopravivvenza nelle questioni ambientali è nello stesso tempo una lotta per la sopravvivenza psicologica nel nostro intimo.Bisogna chiedersi se le forze psichiche che favoriscono la vita e la crescita,avranno ancora la possibilità di affermarsi oppure se vincerà l'attrazione della morte,dell'inanimato e della distruzione per puro piacere della distruzione.Se riusciremo nelle questioni ambientali a promuovere la vita e tutto ciò che è vivo e che rende vivi,si potrà allora sperare che le forze biofile dentro di noi non si siano ancora rassegnate nella lotta per la sopravvivenza.

Ref:Dr. Rainer Funk-Traduzione di Marianne Koch.
Atti del convegno „Psicoanalisi e Ambiente“. Verso una ecologia della mente (Grosseto 5.12.1987)

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