19 luglio 2009

LA MORTE APPARENTE E LA MORTE REALE

“Per quanto orribile come lo sono i morti che lasciano le loro tombe, le condizioni di vita delle loro tombe sono ancora più orribili." (Oscar Wilde 1854-1900)

Tutte le epoche hanno le loro ossessioni,oggi per esempio,molti si sforzano di cercare di restare sempre giovani,nonostante il tempo passi inesorabilmente,con una ostinata e inutile lotta che,come temo perderanno,volenti o no.

Se si è fortunati,in età avanzata si può raccogliere ciò che si è seminato nella vita,ma non vi è alcuna garanzia che cio' si raggiunga,e se vivremo,non possiamo sapere se ci saranno condizioni accettabili per poter cogliere e godere i frutti dei nostri sacrifici.

The life is a game.......la vita è un gioco o quanto meno,un gioco d'azzardo con un elevato grado di incertezze,ma come giocare con essa senza rinunciare di perdere la speranza?

Fortunatamente,l'istinto di sopravvivenza sembra comportare una certa fiducia nel futuro.Come tutti gli istinti,questa fede è indifferente ai frutti molto neri e amari della nostra ragione.

“Già nell'antichità classica,alcuni medici erano consapevoli del fatto che i criteri di morte potessero talvolta essere fallibili".

Per di più strano che possa sembrare, c'è stato un periodo nel XVIII e XIX secolo, in cui la paura di essere sepolti vivi era un qualcosa di molto diffuso,e molti medici si sono dimostrati incompetenti nelle diagnosi di morte – al punto di aver confessato apertamente - “di non poter dire,fino a che punto una persona fosse da dichiarare morta o viva.”

Quindi,la paura di essere sepolti prematuramente non era irragionevole,piu' che altro,era giustificata dalle difficoltà che a volte esistevano per la diagnosi di morte.

Le difficoltà maggiori esistevano nel passato,infatti,sembra che le conoscenze piu' importanti di molti medici,fino alla metà del 18 ° secolo fossero paragonabili a quelle possedute dagli antichi.

Nell'antica civiltà Greco-Romana i segni di morte,erano rappresentati inconfutabilmente dall'assenza di battito cardiaco e dalla mancanza di respirazione,oltre che dalla comparsa dei sintomi di putrefazione,in epoca medievale si teneva una candela davanti alla bocca - uno sfarfallio della fiamma - rappresentava un segno di vita.

Ma la sempre piu' crescente paura di sepoltura prematura,indusse i medici ad applicare test sempre più affidabili.

Vi erano purtroppo condizioni e sintomi,causati da forme di catalessi o di letargia all'epoca in parte sconosciuti e mal diagnosticati,nelle quali i segni vitali sembravano scomparire completamente,il corpo si irrigidiva e la pelle diventava pallida,il soggetto assumeva tutte le caratteristiche di un cadavere,coscente dell'ambiente che lo circondava,ma impossibilitato a reagire e quindi.. sepolto vivo.

Detti sintomi,potevano e possono ancora oggi,essere indotti da molteplici fattori,dalla malattia di Parkinson,dall'epilessia,dalla schizofrenia,dall'isteria,da una sincope,o dal consumo di cocaina e di altre droghe,ecc..;

Oggi,con l'aumento dei trapianti e le donazioni di organi,il certificato di morte è diventato di grande attualità,e fortunatamente,abbiamo tecniche e strumenti che ci danno piu' sicurezza ,almeno si spera,salvo l'errore umano o un'errata diagnosi.... !!

Pero' non sempre è stato cosi',e tuttavia la diagnosi di morte non è un tema passato di moda.

Il cuore è stato sempre considerato come la sede della vita,tanto piu' se si considera che il cervello abbia avuto a che fare con il pensiero e i sentimenti,ancora sottoposti ad un cuore pulsante,in contrasto con il ruolo centrale del cuore,oggi si parla di morte,quando il cervello ha cessato di produrre i segnali elettrici di attività neurale.

Evidenze che si registrano con l'elettroencefalogramma non una,ma piu' volte,prima di procedere all'espianto degli organi.

Da piu' parti si scrive,che l'antico terrore di sepoltura prematura sia praticamente scomparso,ma lo abbiamo sostituito con qualcos'altro di forse peggio: il prolungamento inumano della vita grazie alla tecnologia medica,che prolunga senza alcun senso l'agonia del malato terminale.

Dalla inumazione precoce all'accanimento terapeutico.

"Buried Alive", scritto dal Dott. Jan Bondeson,medico e professore presso la “Cardiff University of Wales College of Medicine”, è un affascinante e metodica esplorazione della paura e della storia intellettuale e sociale, che circonda l'idea di sepoltura prematura in Europa occidentale e gli Stati Uniti a partire dal XVIII secolo ad oggi.La Germania si classifica al primo posto per questa mania,seguita dalla Francia con uno stretto secondo posto,seguiti dall' America e la Gran Bretagna.

E per quanto strano possa sembrare, nonostante il tema macabro, il libro si è rivelato estremamente divertente....se avete interesse o siete solo alla ricerca di una buona lettura, posso raccomandarlo.





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