22 maggio 2010

BARE A VITE

Mentre in India il problema del sovraffollamento dei cimiteri è quasi inesistente e viene risolto oltre che con la cremazione anche con il fiorente mercato nero di centinaia di scheletri che dai remoti villaggi raggiungono le aule delle più prestigiose scuole di medicina del mondo,basti pensare che uno scheletro completo in buone condizioni al dettaglio viene venduto per diverse migliaia di dollari,con attese che possono durare mesi ed anche anni,dall'altra parte del globo nuove tecniche di sepoltura vengono studiate per occupare meno spazio,vedasi il post "Morire per essere verde",con la nuova tendenza alle sepolture in verticale attuate già da tempo in Australia,e con questo nuovo brevetto americano n.005958 rilasciato nel 2007 a Donald Scruggs di Chino(CA) per una bara di plastica a vite,intelligente ed economica.

A differenza di una bara convenzionale che si apre sulla parte superiore,in questa versione a vite,il corpo avvolto in un sudario viene adagiato in un vassoio che a sua volta viene inserito e fatto scivolare verticalmente verso il fondo all'interno del contenitore precedentemente interrato.


Una volta interrata,alla camera sepolcrale principale possono essere agganciate in caso di necessità altre capsule aggiuntive,consentendo così sepolture multiple,diventando una vera e propia tomba o cripta di famiglia.


La parte terminale viene sigillata con tappi a chiusura ermetica,sui quali è possibile aggiungere piani decorativi di qualsiasi tipo,forma e materiale come in una normale tomba,ma non solo in terra,perchè questi contenitori a tenuta stagna,sono stati pensati per poter essere posizionati alternativamente anche sui fondali marini o di laghi,ecc..;

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