18 marzo 2010

RESPIRAVA ANCORA

Un caso made in Italy.....

I necrofori la trovarono che ancora respirava
Scagionato il medico del 118 che la soccorse

Svolta nell'inchiesta sul tragico incidente avvenuto la sera del 2 settembre 2006,in cui la 29enne Loren Aparecida Dos Santos Landin,una brasiliana coniugata e residente a Saluggia,fini' in uno stato di coma da cui non si è piu' risvegliata.

L'incidente probatorio richiesto dal tribunale di Torino,scagiono' il medico del 118 dott. Umberto Bertola che per primo soccorse la donna,dichiarandola morta,tuttavia la donna seppure in uno stato di coma profondo,era ancora viva;

Il collegio dei medici nominati dal giudice per le indagini preliminari Paolo Dezzani,ed il medico legale nominato dall'avvocato che curava gli interessi della famiglia della vittima,decretarono che "non vi fu alcun nesso casuale tra la condotta del medico del 118 e l'evento che poi si è verificato";

Secondo i periti:"anche se il medico si fosse accorto che la donna era ancora viva,non avrebbe potuto fare molto".I periti stabilirono inoltre che,nessuna pratica di rianimazione avrebbe potuto migliorare le condizioni della donna,fin da subito disperate:"i novanta minuti di ritardo nei soccorsi non hanno influito sul suo attuale stato di salute";

La donna,perse il controllo della sua rover 214 sulla superstrada per Chivasso e fu sbalzata fuori dell'abitacolo.Fu visitata e giudicata morta dal Dott.Bertola del 118 accorso sul luogo del sinistro,e rimase sull'asfalto per circa 90 minuti coperta da un telo.Il medico,effettuo' un'elettrocardiogramma:il cui esito sembro' non lasciare dubbi,
decretandone la morte;

Furono i necrofori che successivamente,spostando il corpo che era steso sull'asfalto a faccia un giù ,si accorsero che respirava anche se con difficoltà e vomitava' sangue";

La Landin,venne allora velocemente trasportata all'ospedale di Chivasso(dove la Tac era guasta) e poi al S.Giovanni Bosco di Torino,dove venne sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per la riduzione delle ferite alla testa.Ma tutto inutile,alla data dell'articolo(Febbraio 2008),si trovava nello stesso stato di coma in cui cadde dopo l'incidente stradale;Ora,le risultanze dell'incidente probatorio potrebbero scrivere la parola fine all'inchiesta condotta dal pubblico ministero Giuseppe Ferrando;

Fonte:Corriere.it - La Gazzetta 15 febbraio 2008

E se il medico avesse usato anche lo stetoscopio? Il corpo poi non venne neanche toccato,neanche rivoltato a faccia in su',cosi' era e cosi' venne visitato !!!!

Insomma sebbene in coma,sarebbe finita in una fredda cella d'obitorio....sepolta viva!!!!

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