6 marzo 2010

IL VAMPIRO PEDOFILO

Vampiro,sadico,macellaio,pedofilo,infanticida,necrofilo,non manca nulla al suo macabro curriculum vitae...

"Ho bevuto il loro sangue per rimanere giovane e bello",con una tale inusuale confessione,il 25enne brasiliano Marcelo Costa de Andrade,un ex membro della Chiesa Universale del Regno di Dio,giustifico' i suoi crimini barbari.

Soprannominato il "vampiro di Rio de Janeiro" o il “vampiro pedofilo” o "il vampiro di Niterói",al suo attivo 14 omicidi di adolescenti mendicanti tra i 13 e i 16 anni,la sua vittima più giovane aveva sei anni;

"Ottanta bambini ? Non e' vero,ne ho uccisi solo 14".Per la polizia,la mattanza inizio' otto anni prima,uccidendo e stuprando 80 bambini;

Nato nel 1966,era figlio di poveri immigrati del nord-est del Brasile,visse la sua infanzia nella povertà della favela di Rocinha a Rio de Janeiro,senza luce ed acqua corrente,veniva picchiato con regolarità da suo nonno,dal suo patrigno e dalla matrigna,all'età di 10 anni resto' vittima di abusi sessuali,a 14 anni inizio' a prostituirsi;

Fu mandato in un riformatorio,ma riuscì a fuggire e a 16 anni iniziò a spacciare droga e legandosi in una duratura relazione omosessuale con un'uomo più anziano,a 17 anni tento' anche di violentare suo fratello di 10 anni;

A 23 anni interuppe la sua relazione omosessuale e tornò a vivere con la madre ed i fratelli,che si erano trasferiti nella cittadina di Itaboraí,sbarcava il lunario distribuendo volantini per un negozio nel quartiere di Copacabana,guadagnando circa 130 mila lire al mese;

Nonostante tutto,la sua esistenza sembrava normale,e per uno come lui che aveva trascorso quasi tutta la sua vita per le strade,non fu affatto difficile adescare le propie vittime,che adescava poi sempre con la stessa tattica.Andava alla stazione ferroviaria,alle fermate degli autobus,nelle piazze.Sceglieva i piccoli che chiedevano l' elemosina e con la promessa di cibo o di denaro faceva leva sulla loro fame ed estrema miseria,per portarli poi in luoghi remoti,dove li violentava,strangolava,abusando sessualmente dei cadaveri per poi decapitarli o fracassargli la testa e bere il loro sangue;

Il suo primo delitto avvenne nel mese di aprile 1991,aveva 24 anni,stava tornando dal lavoro quando vide un ragazzo che vendeva caramelle sul viale.Invento' la solita storia del denaro e dei rituali religiosi per poi portarlo dietro un cespuglio dove lo tramorti' con una pietra per poi violentarlo e quindi soffocarlo. Nel suo secondo delitto,uccise Anderson Goulart Gomes di 11 anni,del quale bevve il suo sangue dopo averlo violentato e staccato la testa;

Il "vampiro"-"maniaco" o come lo si voglia chiamare era membro della Chiesa Universale del Regno di Dio,una delle tantissime sette protestanti sorte negli ultimi anni a Rio de Janeiro,che frequentava assiduamente quattro volte alla settimana fino al momento del suo arresto;

Marcello,sorrideva anche quando ricostruiva i crimini commessi :

"Li ho uccisi per salvare le loro anime,non volevo che quei piccoli innocenti imboccassero la strada per l'inferno,dal pulpito don Elia Zam ripeteva sempre:"quando i bambini muoiono prima di aver compiuuto 13 anni vanno automaticamente in paradiso,accanto al Signore"-“Così so che ho fatto loro un favore mandandoli in cielo”;

Confesso' che lui amava tagliare la testa delle sue vittime con un machete preso in prestito da sua madre,"per bere il sangue che sgorgava".

"A volte bevevo il loro sangue per purificarmi,per diventare bello come loro,preferivo giovani ragazzi perché erano più belli e avevano la pelle morbida".

E' stato per questo motivo che non ha mai scelto come vittime delle ragazze,le ragazze sosteneva,erano diverse dai ragazzi perché non andavano in paradiso e naturalmente,i ragazzi erano "più belli".

La sua follia omicida duro' circa 9 mesi e si concluse il 16 dicembre del 1991,forse avrebbe continuato a seminare il terrore nei rioni di Niteroi,se non si fosse "innammorato'" di Altair de Abreu di dieci anni,risparmiandogli cosi' la vita.Incontro' il giovane mendicante e suo fratello Ivan di 6 anni al terminal degli autobus di Niteroi,offrì loro del denaro per aiutarli a comprare delle candele per un santo nella chiesa di San Giorgio,il fortunato sopravvissuto racconto' poi alla polizia:"Dovevamo andare in una chiesa,ma come abbiamo attraversato un terreno abbandonato,Marcello improvvisamente afferro' Ivan e cominciò a strangolarlo,ero così paralizzato dalla paura che non riuscivo a scappare,ho guardato con orrore le lacrime che gli rigavano le guance,come ha ucciso e poi violentato mio fratello.Quando ebbe finito con Ivan,si rivolse verso di me,mi abbracciò e disse che mi amava,poi mi chiese di vivere con lui".Spaventato a morte,il ragazzo accettò di passare la notte con Marcello tra i cespugli;

Il maniaco sessuale,lo psicopata religioso riconosciuto seminfermo di mente,che si riteneva il killer-star del Brasile chiese alla polizia se in tutto il mondo ci fu un caso come il suo,si trova ora internato nell' ospedale psichiatrico Henrique Roxo a Rio de Janeiro,dal quale riuscì tuttavia a fuggire nel gennaio 1997,quando una guardia accidentalmente lascio' una porta aperta.Nella sua fuga durata 12 giorni,prima di essere riacciuffato riusci' a percorrere piu' di 3.000 km.in autostop raggiungendo la città di Guaraciaba do Norte,nello stato nord-orientale del Ceara,si giustifico' dicendo che voleva andare a trovare suo padre;

Nessuno crederebbe che durante il processo sua madre disperata,disse:"Non lo liberate piu' ! Ho paura, di notte non dormo,tremo pensando ai miei due figli piu' piccoli,Sidney di 5 anni e Cristiana di 7 anni",nonostante tutto,è lei l'unico parente che lo visita una volta all'anno......

Secondo il Dr. Helen Morrison,uno psichiatra forense e ben noto profiler di serial-killer,che ando' ad intervistarlo in Brasile nel novembre 2001:"La sua mente è più o meno la stessa di quella di un bambino di 12 anni,il suo sogno è quello di andare a Disneyland o a Mosca,di vincere un milione di dollari e sottoporsi ad un trattamento di chirurgia plastica in modo da non essere piu' riconosciuto da nessuno,ma non mostra alcun rimorso per quello che ha fatto";




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