24 febbraio 2010

TERESA GAMBARDELLA

da :"Antropologia V.Anomalie e mostruosità"

Nel 1871 i giornali parlarono di una ragazza di 12 anni,nativa di Palermo,di nome Teresa Gambardella (o Gambardelia).Veniva descriita come "letteralmente coperta di capelli come una pelliccia",in quanto un manto peloso la ricopriva dalla testa ai piedi.La testa assomigliava molto a quella di una scimmia,mentre la forma delle sue mascelle e dei denti,la duttilità della sua lingua,che poteva arrotolare completamente in bocca,il suo appetito enorme ed il suo basso intelletto,ne rendono l'immagine più completa.

Ipertricosi
. — Gli Europei,sono quasi nudi,ossia hanno il corpo coperto di peluria corta,rara e fina.Ma si dànno dei casi di eccessivo sviluppo del pelo od ipertricosi (anche detta politricosi),tra i quali ne citiamo uno raccolto dal professore Lombroso.

1871-Teresa Gambardella,di 12 anni,nacque da montanari su quel di Salerno,sani, robusti,poco sviluppati nel pelo e nella barba,e di cute bianchissima;ha fratelli poco barbuti. Piccola,della statura di 1 metro e 30 centimetri,essa presenta una cute oscura più omeno,dal 30 al 54 dell scala di Broca,più al volto,meno alle mani;è coperta di peli nerissimi e lucidi,dispersi simmetricamente,diretti dall'alto al basso,d'una lunghezza di 15 mill.agli arti, all'addome;più lunghi al dorso,e più folti agli arti superiori che agli inferiori;lunghissimi e folti al pudendo;men folti alla faccia,come in un giovinetto sedicenne.

Ma quello che più monta è lo impianto del capello,merissimo e folto,sopra tutta la regione frontale,sicchè si viene a confondere colle sopracciglia,da cui non si distingue se non per la direzione diversa impressa ai peli dal muscolo sopraccigliare;in questo punto la cute è anche più ispessita,e quando il capello non le venga raso, dà luogo ad eczemi e a continua prurigine.Anche a Venezia fu osservata una donna,la quale dal ginocchio in su era tutta vestita di peli lunghi e folti.

Caso di Ipertricosi,o sviluppo anormale del pelo in una cretinosa microcefala.Tratto da una nota del S.C. prof. Cesare Lombroso.

foto:http://www.quasi-modo.net

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